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Sunday, 7 October 2018

English: Impariamo un po’ di Slang!

October 07, 2018 17 Comments

Dopo avervi proposto delle espressioni "che non si sa mai come dire" in inglese, oggi voglio salire un pochino di più di livello presentandovi delle espressioni che nella lingua inglese si usano tantissimo!

Come dice il titolo dell'articolo, si tratta di espressioni familiari, di "slang", quindi non usatele se andate a fare un esame o cose simili, mi raccomando! 😄

Per l'occasione ho creato una bella "infografica" - è la prima mai fatta: fatemi anche sapere cosa ne pensate, mi raccomando! - dove sono racchiusi questi termini:

In a Jiffy - Wonky - Dodgy - A Mug - To Cram


Potete scaricare l'infografica cliccando qui, così da averla sempre sott'occhio! - Diciamolo, in realtà è anche carina da stampare eventualmente! 😜

Spero che questo articolo vi sia risultato utile, per oggi dalla rubrica English è tutto! 💛

Monday, 1 October 2018

Omaggio a Guido Ceronetti: Come un Talismano

October 01, 2018 19 Comments
L'avevo conosciuto da poco, ma è bastata questa raccolta di traduzioni poetiche per lasciare il segno nel mio animo. Con questo articolo voglio dunque lasciare un ricordo in onore di Guido Ceronetti (1972-2018), venuto a mancare lo scorso 13 settembre.

Vi voglio parlare di un libro che potrebbe sembrare una semplice raccolta di poesie selezionate dall'autore.
Un libro che, man mano che lo si sfoglia, penetra nella mente fino a farla sanguinare.
Un libro che deve rimanere nella storia.


In poche parole lo descriverei così. Come un Talismano è davvero una preziosità che va salvaguardata. Un prodotto tutto umano, uno strumento che deve costantemente ricordarci chi siamo, cosa siamo e che cosa abbiamo attraversato.

Se mi annoio crudelmente con tutti è perché li vedo maledettamente non capire che sono un uomo e non un mestiere di scrivere, che voglio restarlo, che tengo solo a questo, che mi fa più paura perdere il sentimento umano che il prezzo di disperazione da pagare per essermi rifiutato di perderlo.


Il libro è diviso in due parti: la raccolta poetica e il saggio dell'autore.

La raccolta poetica è formata da numerosi versi scritti nell'arco di millenni da diversi autori in varie lingue (a partire da Eraclito, Giovanni Evangelista, Saffo, Virgilio e Nostradamus e arrivando fino a Baudelaire, Zola, Céline, Melville, Machado, Nietzsche e molti altri). I temi portanti delle rime poetiche hanno al loro epicentro la figura umana e la sua relazione con la caducità del tempo, la guerra, il senso della morte.

L'autore vuole rendere immortali le parole di quegli uomini, mostrando quanto la natura umana si accomuni davanti ai grandi spettacoli della vita, siano essi positivi o negativi. Le sensazioni, le emozioni, le paure del subconscio vengono riflesse nelle poesie che, con pochi o molti versi, riescono a scavare nell'animo toccandolo nel profondo.


Il saggio dell'autore parla proprio di tutto questo. Tutto ciò che si è raccolto mediante le poesie è poi snocciolato dallo scrittore in alcune pagine di prosa dove egli spiega le motivazioni delle sue scelte, le modalità con cui state fatte le sue traduzioni e il modo in cui l'opera è venuta a comporsi, naturalmente, durante gli anni della sua vita.

È un libro che va ricordato, che va letto, che va pensato e meditato.
È un libro al quale bisogna permettere di entrarci dentro e di metterci faccia a faccia con la vita e, di conseguenza, con la morte.

La morte mi troverà (e così voglio mi trovi) sempre più avido di essere umano e sempre più disperato di esserlo; il suo colpo sarà pieno di grazia, recidendo la contraddizione.


Un caro saluto.

Ps. Trovate il libro cliccando sulle immagini dell'articolo oppure cliccando qui.

Thursday, 27 September 2018

La fotografia secondo me

September 27, 2018 28 Comments

Da un po' di tempo sto pensando a un articolo dedicato alla fotografia. Diciamo che questa sarà solo una piccola introduzione, un avvio di salotto su questo tema che ormai è ogni giorno al centro dell'attenzione. Difatti, per colpa dei 'selfie', dei social o del web in generale, è sempre più diffusa l'opinione che al giorno d'oggi siano tutti fotografi. Ve lo devo dire, questa espressione mi diverte molto, soprattutto perché mi rendo conto che da un lato è davvero così - lo ammetto, non ho mai capito l'utilità delle foto all'aperitivo o alle cosce al mare 😅 - mentre dall'altro sono consapevole che essere fotografi è tutta un'altra storia.


La fotografia è sempre stata uno dei miei hobby. Ho ricevuto la mia prima reflex come regalo di natale tanti anni fa e mi sentivo così in dovere di documentare ogni cosa! Diciamo pure che trovavo il posto per lei nella borsa ogni volta che uscivo - sì, le borse delle donne sono un infinito universo ordinato in cui si può trovare davvero qualsiasi cosa!

Poi però ho conosciuto il Fidanzato che, come dicevo di sfuggita nella pagina dove trovate la mia presentazione (ovvero Chi Sono), fa il fotografo professionista che io non so nemmeno come si faccia a regolare tutte quelle minuziose impostazioni dove lui invece perde i secoli: ecco, da quel momento ho smesso di portarmi dietro la reflex, tanto c'era lui con tutto il suo armamentario! È andata a finire che, mentre lui sistemava le sue adorate impostazioni verso la foto perfetta, io mi armavo di bloc-notes o agendina e scrivevo poesie ispirata dal viaggio che stavamo facendo e dai luoghi che stavamo visitando, così al nostro rientro eravamo dotati di ricordi visivi e artistici! Benissimo, no?!


L'anno scorso però mi è tornata la voglia di fotografare. È arrivata come una sorta di esigenza impellente che non poteva essere soddisfatta da semplici foto fatte con il cellulare - oddio, sono l'unica che lo chiama ancora cellulare? Dovevo scrivere 'smartphone'?! - e così ho iniziato a documentarmi sulle mirrorless, ovvero quelle macchinette con cui è possibile scattare fotografie di alta qualità ad un peso irrisorio - esatto, perché per me portarmi dietro la reflex era un po' come avere lo zaino doppio! Poi capitemi, da archeologa io ho bisogno di essere leggera quando visito, perché da che dovevo uscire per visitare il Colosseo finisce sempre che sto in giro tutta la giornata visitando scavi e rovine per tutta Roma!! 😄

Allora ho ricominciato a scattare. Va bene, all'inizio non mi ricordavo nemmeno come impostare la macchina per far uscire delle belle foto - ho un occhio estetico terribilmente critico, che finché non escono le cose come dico io non sono soddisfatta! Ma pian piano ho ripreso la mano ..e anche la soddisfazione!


Tutto questo per dirvi che con questo articolo voglio condividere con voi le primissime fotografie scattate appena ripresa la macchinetta in mano, e voglio che pensiate che la fotografia è una forma d'arte delicatissima, tramite la quale è possibile far emergere la propria personalità e la propria artisticità. Le fotografie sono come delle piccole tessere di un mosaico per un fotografo, ognuna con un significato particolare e un posto speciale nel cuore. Penso che, come per tutte le forme d'arte, per riuscire a trasmettere qualcosa tramite i propri scatti ci si debba lasciar coinvolgere dalla bellezza che si ha intorno ogni giorno.

Queste foto sono infatti tratte da una comunissima passeggiata, animata però da un grande entusiasmo e voglia di vivere! 

E a voi piace fotografare? Cosa pensate della fotografia? 😊


Ps. Caricando le fotografie su Google Foto la qualità è inevitabilmente diminuita,
spero però che ve le possiate godere comunque!!

Wednesday, 19 September 2018

Un Giappone diverso: Orizzonte Giappone - Patrick Colgan

September 19, 2018 37 Comments

Dopo alcuni giorni di assenza forzata dal blog, rieccomi! 😊
Ancora una volta sono andata alla ricerca di libri che mi potessero far vedere il meraviglioso Paese del Sol Levante attraverso le loro parole. Sì, mi piace molto leggere resoconti e diari di viaggi proprio per poter evocare immagini e sensazioni nella mia mente, così da poter viaggiare un po' anche io. È proprio in questo modo che sono venuta a conoscenza di questo libro fuori dagli schemi:

Orizzonte Giappone di Patrick Colgan


All'inizio era mera curiosità. Voglio dire, tutti descrivono il Giappone come un paese stupendo, bellissimo, meraviglioso e senza neanche un lato negativo..così tanto che a un certo punto viene da chiedersi: "va bene, dov'è la fregatura?". Ecco, penso che questo libro risponda bene a questa domanda: si tratta di un libro soggettivo ma imparziale  allo stesso tempo, l'autore cerca sempre di descriverci le sue emozioni relative ai luoghi che visita senza però lasciarsi prendere da quella vena di "qui tutto è perfetto".

Ho amato molto le belle descrizioni della capitale giapponese:

"Tokyo è un enorme essere vivente. E le gigantesche stazioni dei treni e della metropolitana sono le sue sinapsi. Le persone, le folle che si muovono ordinate al suo interno sono gli impulsi elettrici che danno vita a questa città. Tutto sembra obbedire a leggi, a schemi che si ripetono all'infinito nelle consuetudini di milioni di persone che qui si uniscono."


"Tokyo è una città affamata, insaziabile, un vortice di sapori capace di mettere in crisi qualsiasi viaggiatore ottuso si porti in tasca la convinzione che la sua cucina sia la migliore del mondo."


E così si procede, fra una profonda descrizione e l'altra, nel cuore del Giappone, scivolando insieme all'autore fra luoghi remoti e insoliti e altri affollati e celebri. Penso che queste sentite parti descrittive siano la caratteristica migliore di questo libro.

Non voglio rivelare altro, non voglio dire di che cosa si parla e quali luoghi verranno visitati in queste pagine, altrimenti vi rovino la sorpresa! Se come me amate immergervi nell'atmosfera nipponica attraverso gli occhi di altri viaggiatori, questa è un'ottima occasione per farlo. Sicuramente leggere di un paese straniero in cui non si è mai stati è un modo meraviglioso di viaggiare, seppur con la mente, grazie a viaggiatori che condividono con noi le loro impressioni, le loro sensazioni e il loro vissuto. Si potrà essere o non essere d'accordo, ma è sempre un modo diverso di vedere un dato luogo e, allo stesso tempo, confrontarvisi.

"Ora non desidero altro che essere un piccolo punto nell'Oceano Pacifico."


Il libro lo trovate come sempre cliccando qui oppure sulle immagini contenute nell'articolo!
Fatemi sapere cosa ne pensate, mi raccomando!



Wednesday, 5 September 2018

Un viaggio nell’infanzia: I Racconti delle Fate

September 05, 2018 16 Comments

Per fare una pausa dalle letture "serie serie", ho deciso di leggere questo libricino:

I Racconti delle Fate di Charles Perrault


Forse non lo sapete, ma forse conoscete già questi racconti! 😊

Infatti io chissà cosa credevo ci fosse dentro questo libro! Con mio stupore mi sono immersa per qualche giorno in atmosfere che conoscevo già molto bene, e sapete perché? Perché sono le storie che mi leggeva mia madre prima di andare a dormire! (Va bene, lei mi leggeva la versione per bambini ovviamente!).

"...con poca eloquenza e molto amore si fa molto cammino."


Rileggere storie come Barbablù (ricordo che non mi fece dormire per una settimana), Pollicino, Il Gatto con gli Stivali, La Bella Addormentata nel Bosco e tanti altri, mi ha fatto tornare indietro nel tempo fino a poter sentire di nuovo quell'atmosfera d'infanzia e a quei ricordi a cui sono legati questi racconti.

"Tanto è vero che non tocca agli uomini, miseri come sono, ciechi, imprudenti,
malevoli, formar dei desideri; e che pochi fra essi son capaci di ben giovarsi
dei doni largiti loro dal cielo."


È stata proprio una bella sensazione: penso che ogni tanto dobbiamo tuffarci nella nostra infanzia e sentire il nostro sé infantile dentro di noi. Non è una lezione di psicologia, semplicemente sono fermamente convinta che durante tutta l'esistenza si debba rimanere sempre un po' bambini, altrimenti si perde l'entusiasmo, il divertimento!

"C'è in questa storia più verità che fantasia; tutto è bello nella persona amata;
tutto ciò che si ama ha la grazia dello spirito."


Quindi mi sento proprio di consigliarvi questo bel libro di racconti che, anche se riportati proprio da Charles Perrault (1628-1703) e quindi non "filtrati" per i bambini, hanno comunque un bellissimo effetto sui ricordi, proprio per ricordarci di non cadere mai in quella monotonia triste e noiosa che diviene, spesso e volentieri, la regola di tutti gli "adulti".

"La buona grazia è il vero dono delle Fate;
senza di essa, nulla si può; con essa, tutto."


Trovate una buona versione dei racconti a questo link oppure cliccando sulla copertina del libro qui sotto!
Buona lettura! 😊



Friday, 31 August 2018

English: cose che non sai mai come dire!

August 31, 2018 24 Comments
Eccoci arrivate alla fine di agosto! Incredibile quanto questo mese sia volato in fretta (almeno per me!). Sta per iniziare il weekend e non so voi, ma io mi sento un po' come se stesse per cominciare l'anno nuovo! Forse è perché sto facendo un tirocinio in una scuola, o forse è perché non mi sono mai liberata del sistema scolastico che mi ha fatto compagnia per tanti anni! Chissà!

Come articolo dell'ultimo del mese voglio proporvi delle espressioni inglesi in cui mi sono imbattuta ultimamente e che mi hanno fatto pensare "ahhh, ecco come si dice!".


Ho pensato che spesso, quando impariamo una lingua, alcune espressioni che usiamo tutti i giorni (o quasi) rimangono fuori dall'apprendimento, e quindi capita di saper coniugare i verbi alla perfezione (anche se in inglese questa abilità è facilmente raggiungibile 😄) ma di non saper dire "cavolo! ho picchiato il gomito!", vero?!

Ecco qui allora una piccola lista delle espressioni "scontate ma no" che possono tornare sempre utili:

To shrug the shoulders

Scrollare le spalle


To stick the tongue out

Fare la linguaccia!


To bang your elbow

Picchiare il gomito


To twist the ankle

Prendere una storta alla caviglia


To purse the lips

"Stringere" le labbra
(come per mandare un bacio, per intenderci!)

To crack your fingers

Scrocchiarsi le dita


To bend the knees

Piegare le ginocchia



Spero che vi possano essere utili!
Buon fine Agosto! 💛



Monday, 27 August 2018

Libro cartaceo o lettore di e-book?

August 27, 2018 21 Comments
Lo so, questa domanda è stata fatta un milione di volte e puntualmente tutti sono stati prontissimi nel dare il loro parere. Personalmente ho voluto aspettare un po' di tempo per dire la mia, assicurandomi prima di aver ben sperimentato le varie modalità, e dunque, ecco qui l'articolo a riguardo! La domanda a cui risponderò oggi sarà, come da titolo, la seguente:

È meglio il libro cartaceo o il Kindle?


Diciamolo subito: sono sempre stata e sempre sarò un'amante dei libri "veri". L'oggetto libro porta con sé numerosi significati che solo il proprio lettore può comprendere. Quando si legge un libro si crea un legame non solo con il contenuto del libro stesso, ma anche con la sua forma materiale, la sua forma esteriore, fino a quando anche il solo "portarselo di qua e di là" diviene una vera e propria sintonia.

Ebbene, ho sempre avuto almeno un libro fra le mani e da quando ho cominciato a leggere non ho mai smesso per nessun motivo. Ho letto di tutto, dai grandi classici formato "mattone" come la "Divina Commedia" ai brevissimi testi filosofici orientali composti di massime come "Il Profeta" di Khalil Gibran.


Poi però, a un certo punto, ecco la novità: il lettore Kindle, l'e-reader!

Ammetto che all'inizio ero piuttosto perplessa: perché avrei dovuto comprare un dispositivo tecnologico per fare una cosa che, nella mia testa, è l'esatto opposto della tecnologia?! E poi sono sempre stata conservatrice, troppa tecnologia tutta insieme mi trova a volte anche un po' contrariata. Insomma, va bene ma con le giuste dosi.

Per diverso tempo non ho acquistato l'e-reader, fino a quando le circostanze non mi ci hanno fatto fare un pensierino. In quel periodo frequentavo l'università e, da brava pendolare, mi toccava un'ora e mezza di treno tutte le mattine e un'altra ora e mezza di treno tutti i pomeriggi o sere. Come sapete, il servizio di trasporti italiano lascia il tempo che trova, e dunque la mia ora e mezza si tramutava spesso e volentieri in ben due ore di viaggio (a volte anche qualcosa in più!).

Che fare tutto quel tempo sul treno?! Potevo fare qualche giochino sul telefono, ma: a) mi annoio quasi subito; b) la batteria del telefono si volatilizza in poco tempo (e considerate che sono quella che gira sempre con due batterie e la power bank!!). Allora ho pensato a portarmi un libro da casa, ma anche qui avevo un problema: già avevo uno zaino pieno di scartoffie e manuali universitari, se poi mi dovevo pure portare il "Faust" di Goethe i problemi non erano pochi.
E voi mi direte: "e non potevi leggere qualcosa di più soft?!" e allora io vi rispondo: "raramente leggo libricini di poche pagine o romanzi rosa inquietanti, e, soprattutto, sono libri che possono durarti al massimo un'oretta: che fare durante il resto del viaggio o mentre sei rimasta alla stazione di nonlosodove perché il cambio è stato risucchiato in un vortice spazio-temporale con solamente 200 minuti di ritardo o giù di lì?!".


Alla fine mi sono stancata di tutto questo ragionare e ho deciso: "compro l'e-reader!". Così, dopo aver chiesto perdono ai miei amatissimi libri e a tutti gli scrittori connessi, mi sono messa su internet alla ricerca del lettore giusto per me. In poco tempo ho scovato la linea Kindle di Amazon (li trovate qui), precisa, rapida e veloce. Acquisto effettuato. 

Lo ammetto, quando mi è arrivato a casa ero emozionata come quando ti regalano il primo telefono cellulare. Ho lasciato da parte tutti i sensi di colpa e ho iniziato la mia relazione con il Kindle. Che dire, non me ne sono mai pentita. Finalmente potevo infilare in un diabolico, piccolo strumento tutta la mia libreria, potevo portarmi dietro la famosa "Divina Commedia" insieme al "Faust" e al "Simbolo Perduto" di Dan Brown. Ma non solo! Potevo finalmente infilarci anche tutti i miei manuali archeologici e storici (quelli disponibili) e portarli sempre con me nel caso avessi dimenticato qualcosa! Una vera goduria!


Voglio comunque dire una cosa a tutti quelli che si scannano continuamente fra "e-reader sì" ed "e-reader no", ovvero che anche se sono diventata un'utilizzatrice di un lettore di e-book, non ho perso la mia passione per i libri cartacei, anzi! La passione è sempre lì, più viva che mai! E quando posso leggo il libro in formato cartaceo, ovvio! Ho una grandissima libreria piena dei più svariati titoli e continuerò ad arricchirla costantemente! Semplicemente, ho ovviato ad alcuni problemi pratici tramite l'utilizzo di questo lettore.

Allora penso che a questo punto, la vera domanda che bisognerebbe porsi è: 

Un lettore di e-book può essermi effettivamente utile?


Se la risposta è "no", allora non compratevelo e continuate a portarvi a spasso il bellissimo libro "vero", lo farei anche io. Se invece la risposta è "" allora prendete in considerazione questa idea senza dovervi sentire per forza in colpa con il vostro lato più conservatore e filologico!


Per riassumere, a mio parere, i vantaggi di un e-reader sono questi:

  • la possibilità di portarsi dietro anche i libri più grandi e pesanti in poco spazio e senza spaccarsi la schiena (o la spalla!);
  • la possibilità di leggere di notte nel letto senza per forza accecare il fidanzato con la lampadina o con tutto il lampadario;
  • la possibilità di ingrandire o rimpicciolire il font oppure di modificarlo a nostro piacimento;
  • la possibilità di sottolineare e prendere note sul libro e poi consultarle rapidamente in ogni momento;
  • la possibilità di cercare un nome o un termine in tutto il libro senza più impazzire fra il "ma come, era proprio qui!" e il "ah, non era pagina 18? vabbè sarà a pagina 28!" (funzionalità utilissima soprattutto se siete studenti e se state scrivendo la vostra tesi di laurea...sì, ne so qualcosa!);
  • la batteria dura un'eternità!!!

Nonostante tutto questo non credete, ancora non mi abituo io ai libri in formato digitale! 
Per esempio, quando studio, devo avere la possibilità di sfogliare il libro avanti e indietro (e non solo per contare quante pagine mancano alla fine!!) e la stessa cosa succede quando leggo qualche libro che amo da impazzire! Perché finisce che vorrei tornare a quel capitolo lì, in quella parte lì, e insomma, farlo a mano è molto più semplice e immediato!

Come avrete capito, come ogni cosa anche questa ha i suoi pro e i suoi contro.
E voi, avete un lettore di e-book o rimanete fedeli al caro vecchio libro cartaceo per sniffarlo a ogni nuova pagina? Fatemelo sapere con un bel commento! 😊


Thursday, 23 August 2018

I primi casi di Poirot - Agatha Christie

August 23, 2018 24 Comments
Non posso farci niente, dai classici non riesco proprio a staccarmi! Ecco allora che fra un manuale di archeologia e un romanzo contemporaneo spunta l'immancabile classico..e che classico!
Oggi voglio infatti parlarvi di un libro di una scrittrice che conoscete sicuramente tutti almeno per fama: Agatha Christie (1890-1976). Incredibile ma vero, non avevo mai letto niente di suo fino a questo momento ed ero terribilmente curiosa a riguardo!

Così ho deciso di andare indietro nel tempo fino alle sue prime opere..e cosa mi sono trovata davanti? Hercule Poirot! Ovviamente conoscevo già il personaggio grazie alla carinissima serie tv (1989-2013) che oltretutto devo finire di guardare, e mi affascinava non solo il personaggio, ma anche il modo logico con cui i casi venivano di volta in volta da lui risolti.


Per chi non conoscesse Poirot, si tratta di un personaggio molto simile a quello di Sherlock Holmes e con un ruolo molto affine, ovvero quello di risolvere misteriosi gialli utilizzando metodi logici del tutto diversi da quelli utilizzati dalla polizia.

"Non bisogna riempirsi lo stomaco al punto che il cervello rifiuti di funzionare."


Il modo in cui la scrittrice descrive il personaggio principale è davvero qualcosa di fantastico, è facilissimo immaginarsi quell'ometto belga che fra una frase inglese e l'altra inserisce esclamazioni ed espressioni tipicamente francesi!

"E ma foi! Sono tanto occupati a bussare, i giovani,
che non si accorgono quando la porta è aperta!"


Sicuramente, se siete amanti del caro vecchio Holmes non potete non farvi coinvolgere dalle avventure di Monsieur Poirot, provare per credere! Secondo me è un libro leggerissimo e adatto alla stagione, estiva ma piovosa (almeno qui da me!), che permette di immedesimarci per qualche tempo nelle lande londinesi del XXesimo secolo. Non so voi, ma a me entusiasma davvero molto!


Inutile dire che consiglio decisamente il libro, che contiene dei racconti sui primi casi di questo particolare personaggio che è Hercule Poirot

Nella versione del libro che possiedo e che vi sto presentando, i racconti sono i seguenti:
  • Il ballo della Vittoria
  • L'avventura della cuoca di Clapham
  • Accadde in Cornovaglia
  • A mezzanotte in punto
  • Doppio indizio
  • Il re di fiori
  • L'eredità dei Lemesurier
  • La miniera perduta
  • L'espresso per Plymouth
  • La scatola di cioccolatini
  • I piani del sottomarino
  • L'appartamento al terzo piano
  • Peccato in doppia coda
  • Il mistero di Market Basing
  • Nido di vespe
  • La dama velata
  • Un problema in alto mare
  • Come va il vostro giardino?

Come potete vedere, avete una vastissima scelta di racconti per poter mettere alla prova le vostre doti da detective con questo libro giallo mai scontato e mai noioso! Trovate il libro a questo link oppure cliccando sull'immagine di copertina qui sotto!


Se l'avete già letto o se avete visto la serie tv (altrettanto carina e soprattutto fedele ai racconti) fatemelo sapere, mi raccomando! 😊